Da paese del miele verso i Magazzeni di Sant’Alfio

Durata: 4:30 ore

Lunghezza: 13 km

Quota di partenza: 580 m.

Quota massima: 1200 m.

Quota di arrivo: 1029 m.

Ai margini della Valle per incontrare il leccio secolare

Si lascia la cittadina di Zafferana partendo dalla villa comunale e seguendo la strada asfaltata che sale in maniera marcata in direzione del municipio nuovo. Poco più avanti un cartello indica a sinistra la direzione per raggiungere la Val Calanna ed il teatro eruttivo del 1991, l’itinerario prosegue invece verso destra entrando nella parte alta della frazione di Ballo.

Da qui si risale ancora su strada asfaltata sino a contrada Dagalone dove ha inizio una antica mulattiera che offre la testimonianza tangibile delle attività che un tempo caratterizzavano le medie pendici del vulcano, quando vennero dissodati -con enorme fatica- i terreni  per ricavarne vigneti sin oltre i mille metri di quota. Si utilizza per lungo tratto la mulattiera sino ad incontrare la deviazione segnalata per l’imponente Ilice di Carrinu.

Bastano 10 minuti di cammino per ammirare uno dei più affascinanti monumenti naturali dell’Etna: un leccio vecchio di oltre 700 anni, con una vigorosa chioma che sovrasta una casetta ormai diruta. Un albero che impressiona per la sua imponenza e che sorprende ancora di più se si pensa che il suo primo radicamento  sull’aspro terreno vulcanico avvenne quando in Sicilia regnava ancora Federico II di Svevia!

Continuando a camminare in mezzo alla natura si passa dall’amena località di Piano Bello (all’interno del demanio forestale, dove si trova un tradizionale pagghiaro  costruito di rami che può offrire un momentaneo riparo in caso di maltempo) e si costeggia la Valle del Bove. Un cartello indica un possente albero anch’esso piuttosto vetusto: la Cezza di Panzazza (una grande roverella).

Si traversa su recente tracciato forestale la colata del 1950-51 (che minacciò da vicino l’abitato di Milo) godendo di magnifiche vedute sull’incombente cratere terminale di sud est. Per raggiungere Monte Fontana si utilizza un comodo sentiero in mezzo alle ginestre aetnensis, che in questa area hanno un portamento arboreo e che si ricoprono di profumate fioriture all’inizio dell’estate. Un castagno secolare accoglie gli escursionisti ormai nei pressi di Monte Fontana, dove si ritrova una ampia sterrata. Con comodo percorso sulla colata che in una sola notte, nel 1979, fuoriusci dalla Valle del Bove e si presentò alle porte di Fornazzo, si raggiunge  il casolare di Pietracannone, destinato a punto base del Parco dell’Etna, ma al momento incompleto. Oltre il caseggiato si torna su asfalto per circa un chilometro percorrendo in discesa la strada provinciale per Etna Nord. All’altezza di un altarino posto subito dopo un tornante si torna su amena stradella, questa volta in mezzo ai tipici noccioleti di questo versante. Continuando a scendere si incontra l’antica strada rettilinea detta Finaita, che un tempo costituiva il confine di un feudo. La si percorre sino ad incontrare le diverse strutture che offrono ospitalità nella zona di Magazzeni (comune di Sant’Alfio).

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