Il percorso che proponiamo si snoda da Nicolosi fino a Linguaglossa e Castiglione

Il trekking parte da Nicolosi per raggiungere Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, storiche porte di accesso alle parti alte dell’Etna. E’ stato progettato e realizzato dall’Associazione Etnaviva, con il sostegno del Parco dell’Etna che ha fornito i cartelli, per far conoscere la fascia della media montagna, quella zona che offre svariati motivi di interesse, sia per la natura, che per  i manufatti lasciati dall’uomo nei secoli.

Attraverseremo il territorio in cui domina la ginestra aetnensis. Un arbusto che richiama il carattere e la tenacia degli abitanti etnei, capaci di mettere radici dove l’ambiente appare ostile, di resistere alle intemperie ed infine di stupire con le loro opere costruite di pietra lavica. L’itinerario che proponiamo non tocca l’area sommitale del vulcano, ma offre ugualmente tesori nascosti, silenzi profondi, sinfonie della natura cui l’uomo aggiunge da secoli la sua voce. Per brevi tratti vengono anche utilizzate le strade asfaltate, ma in gran parte il cammino si snoda su piste e sentieri .

Andiamo dunque a scoprire questo itinerario che si sviluppa per circa 60 chilometri, percorribili in tre o quattro giornate, con la possibilità ogni sera di trovare dei confortevoli posti tappa in cui avere una buona camera  e gustare la cucina siciliana. C’è anche la possibilità per chi lo desidera di pernottare in tenda all’interno di aree private attrezzate a questo scopo.

I tempi di percorrenza sono ovviamente indicati al netto delle soste.

Il Sentiero delle Ginestre è inserito nella rete dei sentieri dell’Etna nonché riportato nella Carta Escursionistica 1:50.000 del Parco dell’Etna, contraddistinto con i numeri 731 e 732. La cartina è reperibile presso il Parco dell’Etna

Tappe

Da Nicolosi a Zafferana Etnea

Dal centro abitato di Nicolosi si raggiunge la sede del Parco dell’Etna, meritevole di una visita in quanto realizzata all’interno di un monastero risalente al XII secolo. Da non perdere anche il breve sentiero del germoplasma che si snoda intorno all’edificio monumentale. Si continua il trekking su strade secondarie e poi su carrarecce sino al Monte Arso: un imponente cono vulcanico spento che domina l’intero versante sud.

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Da paese del miele verso i Magazzeni di Sant’Alfio

Si lascia la cittadina di Zafferana partendo dalla villa comunale e seguendo la strada asfaltata che sale in maniera marcata in direzione del municipio nuovo. Poco più avanti un cartello indica a sinistra la direzione per raggiungere la Val Calanna ed il teatro eruttivo del 1991, l’itinerario prosegue invece verso destra entrando nella parte alta della frazione di Ballo.

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Dai noccioleti alla pineta Ragabo

La prima parte della giornata è dedicata all’area dei crateri del 1928, l’impetuosa eruzione che determinò la distruzione dell’antico paese di Mascali, ma risparmiò l’abitato di Sant’Alfio. Per grazia ricevuta i fedeli della zona costruirono nel 1958 la chiesetta da cui ha inizio la terza tappa del trekking. Anche a fianco degli edifici rurali si incontrano piccoli altarini votivi che ricordano la fede di quanti in quella occasione videro risparmiate le loro terre dalla furia del vulcano.

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Dalla pineta a Linguaglossa o Castiglione di Sicilia

Dai 1400 metri di quota della Pineta Ragabo è il momento di scendere a valle. Una giornata in gran parte su stradelle sterrate che all’inizio sfiorano Monte Corruccio (da vedere la grotta omonima, antica bocca effusiva) e quindi attraversano un’ampia zona un tempo coltivata a vigneto ed oggi pienamente riconquistata dalla vegetazione naturale.

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