L’ultima tappa del Sentiero delle Ginestre è certamente impegnativa, ma regala panorami magnifici e l’incontro con la particolare realtà abitativa degli impervi Peloritani. Da Graniti i segnavia indicano l’imbocco di una stradella che, superato con un ponticello il tratto superiore del torrente Petrolo, aggredisce i ripidi pendii alle spalle del paese, verso settentrione. Si sale sulla carrozzabile – dapprima asfaltata – che si inerpica con ampi tornanti tra case di villeggiatura e vecchie costruzioni agricole in pietra, mentre alle spalle, verso l’Etna, si riconosce gran parte dell’itinerario dei giorni precedenti. Dopo circa 4,5 chilometri di costante salita da piazza Roma (sentiero CAI 186) si raggiunge un bivio con un fresco fontanile (acqua non certificata): si svolta a destra e si prosegue su una facile stradella panoramica verso est. Dopo circa 600 metri, all’altezza di un evidente passo, si imbocca sulla destra uno stretto sentiero di cresta, all’inizio in ripida salita: per circa 1,5 chilometri si percorre un panoramicissimo “serro”, da cui lo sguardo spazia dalla costa calabra all’enorme cono etneo.
Dopo alcuni saliscendi si riprende una stradella verso est, in direzione di case abitate tutto l’anno (attenzione ai cani, rumorosi ma non aggressivi durante i nostri sopralluoghi), mantenendosi sul versante che guarda la valle dell’Alcantara: si passa dal minuscolo abitato di Luppineria fino a portella del Giasso, dove si incontra il tracciato CAI 176. Superato un fontanile di acqua potabile, si lascia la carrozzabile per la traversata di Monte Veneretta lungo un antico cammino di collegamento tra i versanti (possibile la deviazione alla cima, m. 884). Ci si affaccia così sul versante di Castelmola: comincia qui la lunga e impegnativa discesa verso Taormina, dapprima su un’antica strada selciata dagli antichi scopi militari – a presidio dei monti soprastanti la città – poi su asfalto sempre più ripido fino al borgo arroccato sopra la “perla dello Ionio” (preziosi i bastoncini per risparmiare le articolazioni). Dopo una sosta ristoratrice nella piazzetta panoramica si cerca l’imbocco del Sentiero dei Saraceni – una delle vie d’attacco utilizzate dagli Arabi durante l’assedio conclusosi nel 902 – che conduce all’ingresso del centro storico di Taormina. I segnavia CAI n. 176 guidano tra vicoli e scalinate fiorite fino al corso Umberto I, cuore delle attività commerciali; dopo una doverosa visita alla cittadina (dove è possibile prevedere il pernottamento finale) si imbocca da via Roma l’ultimo tratto di sentiero, che scende sino alle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Taormina/Giardini Naxos, in riva al mar Ionio, dove ha termine il Sentiero delle Ginestre.









